Gaza. Breve storia dell’agricoltura che fu. E domani?
(Marinella Correggia, Pressenza, 13/08/2025)
Solo l’1,5% della terra disponibile per la coltivazione a Gaza, ovvero 232 ettari, è al tempo stesso accessibile (caratteristica che riguarda ormai solo l’8,6% del totale, 1.300 ettari) e non danneggiato. Lo spiega una recentissima valutazione di Fao-Unosat (United Nations Satellite Centre) https://openknowledge.fao.org/items/3a966c1f-c31b-4550-90bb-eca8efbe9c1f . Per il resto, l’86,1% (12.962 ettari) è danneggiato, il 12,4% (1858 ettari) non è danneggiato ma attualmente non è accessibile. Allo stesso modo, il cibo a titolo di aiuti è disponibile ma il suo accesso è bloccato e questo ha portato la popolazione a una carestia su larga scala. Oltre a permettere con urgenza il passaggio degli aiuti, si tratterebbe anche di sostenere la produzione locale di alimenti.
I dati Fao sono usciti negli stessi giorni in cui l’esercito israeliano faceva demolire https://viacampesina.org/en/2025/08/destruction-of-the-hebron-seed-bank-peasant-organizations-across-regions-express-outrage/ a colpi di bulldozer uno dei due siti della Banca dei semi palestinesi a Hebron, nata nel 2010 per raccogliere e conservare sementi locali, memoria di un popolo. Quanto a Gaza, la sua unica Banca dei semi baladi, che si trovava ad al Qarara, è stata distrutta dai bombardamenti israeliani nel dicembre 2023…
E in un’operazione quasi fantascientifica, un anno fa vari ricercatori e attivisti impegnati nel progetto di ricerca agro-ecologico Gaza Foodways (che era stato interrotto nell’ottobre 2023) pubblicava sulla rivista online «Rooted» https://rooted-magazine.org/2024/08/01/whats-next-for-gazas-food-systems/ un documento ripreso poi nel marzo 2025 dalla Rivista contadina con un titolo che potrebbe sembrare fantascientifico «Cosa succederà ai sistemi alimentari di Gaza?». […]
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