Editoriale Numero 8

In questi primi mesi del 2026, sono arrivate da Milano due notizie che, in qualche modo, ci riguardano.

La prima: il “movimento dei trattori” si è ritrovato il 9 gennaio 2026 sotto il Palazzo della Regione per protestare contro l’accordo di libero scambio UE-Mercosur. “Il corteo ha visto la partecipazione di centinaia di trattori, guidati da allevatori e agricoltori lombardi”, come ha riportato Infoaut, e da un camion cisterna sono stati sversati decine di litri di latte; “nel mentre, la Lega cerca di cavalcare il malcontento del mondo agricolo, come dimostrato anche dalla presenza della vicesegretaria Sardone e dell’ex ministro dell’Agricoltura Centinaio durante la protesta a Milano” (ancora da Infoaut), peraltro tra lo scetticismo degli agricoltori presenti, che rimproverano alla Lega la partecipazione a un governo che non sta facendo nulla per affrontare la crisi del settore agricolo. Anche il Coordinamento Europeo Via Campesina ha partecipato alle proteste contro l’accordo UE- Mercosur. Traduciamo una parte del suo comunicato, sempre del 9 gennaio:

“Questo accordo, negoziato a porte chiuse […], dà la priorità agli interessi dell’agribusiness rispetto ai mezzi di sussistenza di contadini e contadine e lavoratori e lavoratrici della terra. Rimuovendo le tariffe doganali su oltre il 90% dei prodotti, l’accordo intensificherà la concorrenza sleale, esponendo i contadini e le contadine europei/e a importazioni di prodotti che hanno seguito normative sociali, ambientali e sanitarie che non sono equivalenti [a quelle europee] […] Molte normative di produzione non possono essere verificate in modo significativo al confine, a causa delle specificità dei sistemi di produzione agricola. Il Coordinamento Europeo La Via Campesina è al fianco di tutti i contadini e tutte le contadine che si mobilitano contro questo accordo, in Europa e nei paesi del Mercosur, che si troveranno di fronte a una maggiore concentrazione delle terre, alla degradazione ambientale e alla pressione sui sistemi alimentari locali. In tempi di crisi, l’Europa dovrebbe dare la priorità alla sovranità alimentare e promuovere un’agricoltura socialmente responsabile, con più contadini e contadine, orientandosi verso un modello sostenibile e resiliente, piuttosto che imporre un obsoleto accordo di libero scambio.”

In questo numero della Rivista Contadina abbiamo ritenuto importante guardare all’accordo (la cui approvazione è stata sospesa a fine gennaio) anche dal punto di vista dei contadini e delle contadine dei paesi dell’America Latina, che probabilmente soffriranno ancora più di quelli europei per le conseguenze del libero scambio. Per questo abbiamo tradotto un contributo di due attivisti brasiliani – Adilson Vieira e Pedro Ivo Batista – pubblicato sulla rivista brasiliana CartaCapital, che parlano esplicitamente di “logica neocoloniale”. Ringraziamo l’Associazione Amig@s dei Sem terra per avercelo segnalato e per averlo tradotto per noi.

L’altra notizia arrivata da Milano, il 9 febbraio, riguarda i fattorini del food delivery: la procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario per Foodinho, la società che in Italia gestisce il servizio di consegne a domicilio per la multinazionale spagnola Glovo (che fattura 255 milioni di euro), per la quale in Italia lavorano 40.000 riders. L’accusa è di aver creato un sistema di caporalato e sfruttamento sistematico – con “una retribuzione in alcuni casi inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva”, dicono i documenti dell’indagine – attraverso l’algoritmo che regola l’attribuzione delle consegne ai singoli fattorini e che collega le retribuzioni alle consegne effettuate, praticamente a cottimo. Questa inchiesta – simile a quella su Uber Eats di qualche anno fa – ci mostra che da monte a valle delle catene alimentari agroindustriali si creano situazioni di sfruttamento: dagli agricoltori a chi consegna il cibo in città. Il sistema oggi dominante di produzione, distribuzione e consumo del cibo è insostenibile. Anche se gli agricoltori con i trattori che sversavano il latte sotto il Pirellone e i riders con le loro bici e i loro contenitori sbiaditi sembrano diversissimi gli uni dagli altri, sono entrambi colpiti da un sistema da cambiare! Un’alleanza sarebbe fondamentale, ad esempio, anche per contrastare la de-regolamentazione dei “nuovi OGM”, che sta per essere approvata dal Parlamento europeo – purtroppo fino ad ora senza un fronte di opposizione largo, consapevole ed efficace. Che vergogna! Sappiamo tutti che questa decisione avrà conseguenze devastanti per agricoltura, ambiente e cibo.

Questo primo numero del 2026 si muove, come al solito, tra sfide globali, reti nazionali ed esperienze locali. Restiamo in Brasile con Cristina Brovia, che ci racconta com’è andata la “Conferenza delle parti” (COP) sui cambiamenti climatici che si è tenuta a Belém, in Amazzonia, nel novembre 2025, e quali sono state le risposte dei movimenti sociali e delle popolazioni indigene. Dedichiamo ancora attenzione alla Palestina: Mazin Qumsiyeh, fondatore del Palestine Museum of Natural History e fondatore e docente dell’Istituto Palestinese per la Biodiversità e la Sostenibilità dell’Università di Betlemme, nonché attivista molto impegnato, ci ha inviato un contributo appassionato sulla lotta dei contadini palestinesi per mantenere in vita la propria terra e la propria identità; mentre Susanna Bernoldi racconta la propria esperienza nei Territori Occupati e ci presenta Hakema Hassan, leader del Women Support Center di Nablus che, tra le altre cose, si occupa di sostenere le cooperative agricole femminili.

Tra Italia e Francia, Ingrid Pedrazzini ha incontrato Nicola Farina, geografo, documentarista e pastore, per discutere del lupo e del suo rapporto con gli esseri umani, con gli ecosistemi e con la pastorizia, specie dopo che, a giugno 2025, il Parlamento europeo  ha declassato lo status del lupo da “strettamente protetto” a “protetto”. E ancora, Alessandra Piccoli e Adanella Rossi ci raccontano di cosa si è discusso nell’ultimo incontro della Rete italiana delle CSA (comunità che supportano l’agricoltura), tenutosi in Puglia nel novembre 2025 (il prossimo si terrà in Romagna a maggio 2026), mentre Giulio Iocco continua nel suo viaggio tra le esperienze di agricoltura contadina che vedono protagoniste persone migranti: dopo l’intervista con Barikamà pubblicata nello scorso numero ci parla ora della cooperativa Dokulaa di Catania incontrando una delle fondatrici, Manuela Caltabiano. Torniamo su uno dei temi a noi più cari, ovvero l’acqua, e lo facciamo in una prospettiva storica, grazie ad Alessandro Agosta che, intervistato da Gervasio Ungolo, ricostruisce i conflitti attorno alle risorse idriche in Puglia e in Basilicata dal dopoguerra a oggi: un’analisi importante per capire la crisi idrica che ha colpito la Basilicata e, più in generale, l’importanza della gestione corretta di una risorsa essenziale, contesa tra usi agricoli, industriali e domestici.

In questo numero le consuete rubriche prendono una pausa, ma ne lanciamo un’altra, “I dilemmi del contadino”, affidata a Giovanni Pandolfini, che in questa prima puntata mostra ironicamente come il mercato, le banche, le istituzioni spingano verso un ampliamento insostenibile delle dimensioni delle aziende agricole. Stiamo poi lavorando per proporvi altre rubriche nei prossimi numeri! Terminiamo con le consuete recensioni: un importante libro di Giovanni Ferrarese sulla storia del caporalato in Italia (che, guarda caso, termina con il “caporalato digitale” dei riders); le riflessioni di Pamela sulla recente tendenza di fare film – non sempre convincenti – sulle comunità minacciate dagli espropri delle multinazionali; e ancora, tre documentari di Sandro Bozzolo, segnalati ancora da Pamela.

Con questo primo numero del 2026 salutiamo Meri, che ha elaborato il progetto grafico di questa rivista e ha impaginato i primi otto numeri (i ringraziamenti non saranno mai abbastanza!), e diamo il benvenuto a Vlio, che lavorerà all’impaginazione e che in questo numero ci dona anche le illustrazioni. Grazie!

Infine, ringraziamo di cuore Radio Contado, per aver dedicato alla Rivista Contadina ben due puntate! Le trovate qui: https://radiowombat.net/radio-contado-179/.

Riferimenti:

Il comunicato di ECVC sull’accordo UE- Mercosur: www.eurovia.org/press-releases/ eu-countries-green-light-eu-mercosur- free-trade-agreement-farmers-ignored- democracy-sidelined/
L’articolo di Infoaut sulle proteste di Milano del 9 gennaio: www.infoaut.org/crisi-climatica/via-libera- allaccordo-di-libero-scambio-ue-mercosur- proteste-degli-agricoltori-anche-in-italia