Editoriale Numero 9

La Rivista Contadina non è una rivista di attualità: esce con cadenza trimestrale, perciò non troverete  informazioni in tempo reale. Tuttavia, seguiamo e discutiamo con attenzione quello che succede per proporvi contributi di riflessione e approfondimento. Negli ultimi mesi, siamo state colpite da immagini a cui non riusciamo ad abituarci.

Immagini di guerra, in primo luogo: la guerra che Stati Uniti e Israele hanno cominciato il 28 febbraio contro l’Iran e contro il Libano. Il blocco delle petroliere o l’aumento del prezzo dei fertilizzanti ci hanno però preoccupato meno rispetto alle sofferenze del popolo iraniano e di quello libanese, che si aggiungono alle violenze che ancora colpiscono i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e alle tante altre più lontane dai nostri occhi.

In secondo luogo, le immagini degli eventi meteorologici estremi che hanno colpito l’Italia, questa volta soprattutto a Sud. Due su tutte: l’enorme frana che ha devastato Niscemi, in Sicilia, a partire dal 25 gennaio, innescata dalle eccezionali piogge di inizio anno, una frana che ha causato l’evacuazione di 1.600 abitanti; e le precipitazioni che hanno colpito la Puglia, il Molise e l’Abruzzo a inizio aprile. Qui le immagini più drammatiche sono state quelle dell’alluvione che ha allagato le baracche e i container dell’insediamento informale di Torretta Antonacci, dove vivono centinaia di lavoratori agricoli migranti, impiegati nell’agricoltura della pianura foggiana. E dove, proprio in quei giorni, un lavoratore gambiano di 29 anni, Alagie Singathe, si è tolto la vita.

La guerra, la fragilità di molti territori italiani, le drammatiche condizioni di vita dei lavoratori migranti: questioni che è necessario tenere sempre al centro dell’attenzione, come proviamo a fare anche in questo numero della rivista.

Un numero nel quale vi proponiamo anzitutto gli esiti di una nostra ricerca collettiva su temi fondamentali come il denaro e il debito. Abbiamo chiesto ad Antonio Onorati di spiegarci le dimensioni del debito delle aziende agricole italiane, in particolare quelle contadine e familiari, tra disuguaglianze, fragilità strutturali e di lungo periodo, e nuove fragilità legate ai conflitti  in Medio Oriente. Abbiamo poi chiesto alle Mag (Mutue per l’Autogestione) di Reggio Emilia e Firenze di spiegarci come riescano a offrire piccoli ma sostenibili finanziamenti alle realtà contadine (e allo stesso tempo a supportarle per la gestione economica e relazionale dei progetti), scoprendo che l’indebitamento non deve essere considerato un problema individuale, se esso serve a sostenere realtà e progetti che rispettano la terra, il lavoro, l’ambiente, le comunità: in questi casi il debito delle contadine e dei contadini riguarda tutte e tutti! A Ciurma – nodo marchigiano di Genuino Clandestino – abbiamo invece chiesto di descrivere come viene utilizzato lo strumento della moneta sociale a scopi mutualistici. Infine, Davide Olori e Federica Alfano analizzano come le assicurazioni agricole stiano cambiando per far fronte a rischi ambientali ormai incalcolabili; il loro obiettivo, purtroppo, resta quello di preservare i sistemi agroalimentari dominanti, ignorandone gli effetti devastanti sull’ambiente.

A proposito di rischi ambientali, andiamo proprio a Niscemi, dove Rita Ventimiglia ci mostra non solo quali siano le cause del disastro, ma anche come un’infrastruttura militare come il MUOS venga messa in sicurezza in modo molto più attento rispetto alle comunità locali. Dalla Sicilia andiamo in Toscana, dove un’inchiesta del gruppo Confluenza – che avevamo già ospitato nel numero quattro – ha indagato sugli investimenti di aziende e fondi finanziari israeliani in grandi e invasivi progetti di energie rinnovabili in provincia di Lucca. Non possiamo ritenerci al sicuro: la guerra, la militarizzazione, sono più vicine a noi di quanto pensiamo.

A fine febbraio si è tenuta in Colombia la seconda Conferenza Internazionale sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale. Oltre a molti governi, alla FAO e alle Ong, vi hanno partecipato movimenti sociali globali come La Via Campesina, riuniti nel Comitato internazionale di pianificazione per la sovranità alimentare (IPC): ce ne parla Francesco Panié.

In questo numero dedichiamo una particolare attenzione alla musica e al canto contadino attraverso due contributi. Giovanni Ragni ci racconta il canto in ottava rima – tradizionalmente diffuso in Toscana e Lazio – mostrandoci come i cantori affrontino anche temi di attualità, come il conflitto a Gaza. Con Alessandro Sorrentino inauguriamo invece la nuova rubrica “Raccolta di suoni. Una finestra sul mondo popolare”, partendo dal vasto repertorio delle mondine della Pianura Padana. Questo spazio ci accompagnerà nei prossimi numeri, offrendo anche la possibilità di ascoltare i brani direttamente sul nostro sito web.

Continuano poi la rubrica “I dilemmi del contadino” di Giovanni Pandolfini e le consuete recensioni: Pamela ci propone il bel documentario Entre tes mains che ci invita a custodire i semi, mentre Daniele Pepino ci presenta il libro «Io affilo la mia falce». Thomas Müntzer e la guerra dei contadini, di Maurice Pianciola, pubblicato dalle edizioni Tabor della Valsusa a  cinquecento anni dalla “guerra dei contadini” del 1525.

Con questo numero torniamo a proporvi un inserto staccabile a colori. Lo facciamo questa volta per raccontare un gioco, Destini sospesi, ideato da Ilaria Ippolito. Uno strumento educativo pensato per confrontarsi, attraverso la sperimentazione e l’identificazione, sui difficili e spesso drammatici temi della migrazione, dello sfruttamento, del lavoro dignitoso.

 

Per la copertina e le immagini di questo numero ringraziamo di cuore Nikolai Oleinikov.