Editoriale Numero 3

Ascolta l’Editoriale n.3

 

Con questo numero tre, la Rivista Contadina chiude il proprio primo anno di pubblicazioni. È troppo presto per fare bilanci, ma siamo felici per aver stampato quattro numeri, raccolto un centinaio di abbonamenti, creato una rete con una ventina di punti di distribuzione in mercati contadini, empori solidali, spazi sociali, librerie indipendenti. Soprattutto, stiamo rafforzando un nucleo di redattrici e redattori e allargando l’area di collaboratrici e collaboratori, perché vogliamo fare di questa rivista uno strumento di discussione e informazione su temi che riteniamo importanti e necessari.

Una parte significativa di questo numero è dedicata agli effetti drammatici che i pesticidi e altri prodotti chimici usati in agricoltura hanno sull’ambiente e sulla salute di chi lavora la terra, delle comunità e dei consumatori. Apriamo con un articolo che descrive l’esperienza di alcune organizzazioni francesi che sostengono le vittime dei pesticidi, in particolare agricoltori, agricoltrici, braccianti e loro familiari che vi si espongono spesso inconsapevolmente. L’esperienza di queste associazioni (come Phyto-victimes e il Collectif de soutien aux victimes des pesticides de l’Ouest) andrebbe replicata anche qui in Italia dove le vittime di pesticidi non hanno alcuna protezione. In questa direzione va ad esempio il Quaderno Agricoltura si…cura, realizzato nel 2023 dall’Osservatorio Placido Rizzotto e dalla Flai-Cgil, in collaborazione con Legambiente. Riteniamo importante che il principale sindacato italiano dei braccianti abbia cominciato ad occuparsi dei rischi per la salute dei lavoratori legati all’utilizzo di prodotti chimici: è quanto dovrebbero fare anche tutte le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori. Nel Quaderno leggiamo, tra l’altro, che l’Italia è il sesto paese al mondo per utilizzo di pesticidi, con 114.000 tonnellate l’anno di circa 400 sostanze diverse; che, nel mondo, il 44% di chi lavora in agricoltura soffre di almeno un avvelenamento all’anno; che più di 4 agricoltori su 10 hanno problemi acuti di salute legati all’utilizzo dei pesticidi; che in Europa gli episodi di avvelenamento acuto negli agricoltori sono 1,6 milioni l’anno. Lo scorso 8 novembre, alla Fattoria del Dono di San Lazzaro (Bologna), si è discusso di questi temi in un dibattito pubblico di cui proponiamo qui alcuni interventi: quello di Camilla De Ambroggi e Valeria Piro, che raccontano la loro ricerca sull’inquinamento da pesticidi nella zona di coltivazione del Prosecco, sui rischi per i lavoratori e per le comunità rurali e sull’attività del “Comitato Marcia Stop Pesticidi”; quello di Enrico Gabrielli che, da tecnico, ci mostra le resistenze del mondo agricolo convenzionale e dei suoi colleghi a una produzione che faccia a meno della chimica e chiede una maggiore presa di responsabilità dei tecnici nel proporre soluzioni agroecologiche: l’articolo ha suscitato un vivace dibattito in redazione; su questo tema la rivista è aperta a ospitare contributi anche diversi tra loro, scriveteci per costruire un dialogo aperto. Chiudiamo la prima parte di questo numero con Fiorella Belpoggi, una delle maggiori autorità nella ricerca medica sugli effetti dei pesticidi, che prova ad ampliare lo sguardo per mostrarci il suo punto di vista su come l’agricoltura industriale sia pericolosa tanto per la fertilità dei suoli quanto per la fertilità dell’essere umano.

Il numero continua con la nostra inchiesta sui movimenti e sulle organizzazioni contadine globali. Dopo il Monlar dello Sri Lanka, di cui abbiamo parlato nello scorso numero, qui Laura Bellucci ci offre un importante approfondimento sul Kisan Andolan, il movimento contadino indiano che nel 2020-2021 ha bloccato Delhi per un anno per protestare contro due leggi emanate dal governo Modi, coinvolgendo centinaia di migliaia di contadini e cittadini, in una delle più grandi lotte pacifiche nella storia recente. A Federico Pacheco abbiamo chiesto di descrivere l’esperienza del Sindicato de Obreros del Campo andaluso.

Con il dialogo tra due attivisti, Roberto Roveri e Raffaella Veridiani, torniamo sul tema delle alluvioni in Emilia-Romagna e sulle modalità di intervento concreto e mutualistico con le popolazioni colpite dalle calamità. Il Collettivo “Terra e Libertà” ci propone un’analisi degli investimenti e della ricerca legati all’agricoltura digitale e alle infrastrutture per i dati in Trentino, mettendo in rilievo i pericoli ad essi legati. Francesco Panié ci informa sugli esiti tutt’altro che positivi della Conferenza delle Parti sulla biodiversità, tenutasi ai primi di novembre in Colombia.

Seguono le consuete rubriche e due recensioni.

Chiudiamo il numero ospitando un documento redatto dal Gruppo di Lavoro “Conoscenza, Ricerca e Formazione” di Cambiare il Campo! per fare il punto sul concetto di agroecologia e su come farlo diventare un terreno di mobilitazione, pratica e iniziativa politica: è un’ideale chiusura del cerchio, per questo numero che abbiamo aperto con i danni provocati dall’uso dei prodotti chimici in agricoltura. Sulle iniziative di Cambiare il Campo! cercheremo di tenervi informati nei prossimi numeri.

La copertina e le illustrazioni di questo numero sono di Meri, in collaborazione con Mina Scondo, a cui dobbiamo anche l’impaginazione della rivista: grazie!

La redazione