Con questo numero due, la Rivista Contadina sta trovando una sua forma più compiuta. Anzitutto, abbiamo trovato un editore: l’associazione Terraliquida ODV, nata nel 2023 per realizzare interventi mutualistici e per contrastare lo spopolamento dell’Appennino romagnolo dopo le alluvioni e le frane di maggio, che ha deciso di sostenere il progetto della rivista. Il primo articolo di questo numero racconta la storia di Terraliquida e dell’incontro con la Rivista Contadina. Mentre andiamo in stampa, nel settembre 2024, purtroppo, l’acqua e la terra sono diventate nuovamente pericolose in Romagna. Tra i compiti che Terraliquida e Rivista Contadina vogliono darsi c’è anche quello del sostegno reciproco, per mantenere una relazione costante e produttiva tra il lavoro culturale e quello dell’intervento concreto e attivo nei territori.
Oltre all’editore, la Rivista Contadina ha trovato anche un direttore responsabile (una figura formalmente necessaria per la registrazione della testata in tribunale, obbligatoria per la pubblicazione). A svolgere questo ruolo sarà Francesco Panié, che ha partecipato all’ideazione e alla realizzazione di questa rivista sin dalla prima assemblea, nella primavera 2023, e poi scrivendo di nuovi OGM nel numero zero e nel numero uno. Francesco, pur continuando a contribuire al lavoro della rivista, non partecipa con costanza alle riunioni della redazione: se, quindi, il suo è un importante ruolo di responsabilità formale – e per questa disponibilità e fiducia lo ringraziamo di cuore –, la responsabilità sostanziale dei contenuti della rivista continuerà ad essere del collettivo redazionale.
In questo numero, troverete articoli informativi (sul nuovo tentativo del governo di vietare la cannabis light e su un “campeggio contadino” in Irpinia), le ormai consuete rubriche, le pagine di cultura contadina (con un’intervista all’attore e regista teatrale Caterpillar), e contributi su due questioni che ci stanno a cuore: la tecnologia e l’organizzazione contadina.
Sulla questione della tecnologia, dedichiamo uno spazio importante (una lunga intervista e l’inserto staccabile a colori) all’Atelier Paysan, cooperativa francese la cui esperienza ci pare esemplare e necessaria, da replicare anche in Italia. Sulle tecnolgie contadine ragiona anche l’articolo di Giovanni Pandolfini, a partire da varie esperienze di acquisti collettivi di macchine agricole in Toscana.
Sulla questione dell’organizzazione, proponiamo un dialogo-intervista tra due attivisti, Carlo Farneti e Roberto Roveri, che stanno seguendo la costruzione di “Cambiare il campo per la Convergenza Agroecologica e Sociale”, di cui discutono potenzialità, aspetti innovativi, difficoltà e criticità. Quello di “Cambiare il Campo” è un percorso a cui, come Rivista, vogliamo contribuire, ad esempio raccontando esperienze che reputiamo utili e interessanti di movimenti e organizzazioni contadine di altri paesi, di altre terre. A questo lavoro di inchiesta e informazione dà il via in questo numero Cristina Brovia, con un’intervista ad Anuka Da Silva, attivista di una organizzazione contadina dello Sri Lanka. Anche in questo numero, vogliamo esprimere la nostra solidarietà al popolo palestinese. Lo facciamo traducendo e rilanciando un appello alla difesa degli agricoltori palestinesi dagli attacchi dei coloni e dell’esercito israeliani durante la raccolta delle olive. Un appello per la pace, per una pace giusta, contro la guerra. Pubblichiamo infine notizia dell’Assemblea per continuare e rafforzare la necessaria lotta contro i nuovi OGM, che si terrà a Roma il 27 ottobre 2024. Le immagini di questo numero ci sono state donate da Antonella Selva, che ringraziamo di cuore.
La redazione
